Alba de Céspedes

Alba de Céspedes 1955

Io lavoro lentamente, perché scrivo e poi riscrivo non solo ogni racconto, ogni articolo, ma ogni pagina, moltissime volte; rivedo correggo, limo, taglio, per giorni e giorni; anzi, per notti e notti. Da vari anni, infatti, ho preso l’abitudine di lavorare fino al mattino perché quando la casa tace, tutti dormono, il telefono non squilla, la posta non arriva, posso rimanere sola per molte ore di seguito, senza essere disturbata e interrotta. Ogni volta che incomincio un romanzo mi propongo sempre di finirlo in pochi mesi, forse per illudermi che sarà più facile, meno faticoso, di quello precedente. Poi, in realtà, impiego quasi sempre lo stesso tempo: ho lavorato due anni e otto mesi a Nessuno torna indietro, quattro anni a Dalla parte di lei, che però era molto più lungo, e circa due anni al più breve, Quaderno proibito.

Non mi è possibile considerare un libro staccato dagli altri; mi pare che da quando ho incominciato a scrivere — e cioè fin da bambina — io stia sempre scrivendo un lungo libro che tuttavia non ho ancora finito di scrivere. Proust diceva che un autore scrive sempre lo stesso libro, sebbene in forme diverse. Infatti uno scrittore non produce la sua opera: è lui stesso la sua opera, e perciò lavora senza aver mai la riposante impressione di aver compiuto il suo lavoro, non ha mai il senso del finito. Tutte le sue opere esprimono i mutamenti, i processi, che si svolgono in lui, registrando le sue idee, le sue crisi, le sue impressioni.

Io stimo che un romanzo non possa seguire troppo da vicino un altro. Ogni romanzo esprime un mutamento, un progresso, compiuto non soltanto sulla pagina, ma in noi; è un segno del punto in cui siamo, e, poiché il narratore è anche uno storico, una testimonianza delle vicende cui abbiamo assistito. Da queste tuttavia, egli non saprebbe trarre alcuna conclusione poiché, pur rappresentando il mondo e il tempo in cui vive, cammina avanti alla sua generazione, alla ricerca continua di una nuova e valida espressione artistica; è il personaggio che lo ha accompagnato segretamente per lunghi anni che, d’un tratto, gli rivela il cammino percorso.

Alba de Céspedes
(da La Fiera Letteraria, Roma, 7 agosto 1955)

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