Le Mystère Picasso di Henri Georges Clouzot

Le Mystère Picasso
Le Mystère Picasso

I film sull’arte si dividono in molte categorie: film didattici, visite a musei e monumenti, presentazione di opere, biografie di artisti, presentazione di artisti nella loro epoca, analisi della pittura, ecc. La più originale però è quella categoria di film che pretendono dare un’interpretazione, per così dire, cinematografica delle arti figurative. Il linguaggio di questi film non è adoperato per fare intendere i valori di un’opera d’arte figurativa, non ha cioè una funzione subordinata, bensì preminente, tendendo a piegare il soggetto artistico, il lavoro dell’artista, alle esigenze dello spettacolo cinematografico.

L’idea del film su Picasso è nata da una circostanza del tutto occasionale. Picasso aveva ricevuto dall’America degli inchiostri speciali che avevano la proprietà di attraversare la tela e di poter essere visti quindi in trasparenza. Clouzot, vecchio amico del pittore e pittore anche lui a tempo perso, ritenne che, grazie a teli inchiostri, la macchina da presa avrebbe potuto registrare il lavoro creativo dell’artista. Così nacque Le Mystère Picasso, nell’estate del 1955.

Inizialmente, prima dei titoli di testa, la voce fuori campo del regista spiega lo scopo del film:

« Si darebbe non so che cosa per sapere cosa passasse per la testa a Rimbaud, quando scriveva Le bateau ivre, e di Mozart, quando componeva la sinfonia Jupiter, per conoscere cioè quel meccanismo segreto che muove l’artista creatore nella sua pericolosa avventura. Grazie a Dio, ciò che è impossibile per la o per la musica, è realizzabile invece per la pittura. Infatti, per sapere quel che passa per la testa di un pittore, basta seguire la sua mano. Il pittore è come un equilibrista che cammina sulla corda tesa. Se perde l’equilibrio, crolla, è perduto. Il pittore avanza tentennando come un cieco nell’oscurità della tela bianca. E la luce che a poco a poco si crea, è il pittore che la produce. Per la prima volta questo dramma intimo della cecità del genio viene rappresentato in pubblico, perché Pablo Picasso ha acconsentito oggi di viverlo davanti a voi e assieme a voi ».

In questo film non solo si penetra nell’universo del pittore, ma anche nella durata dell’atto creativo. Si scopre cioè che la durata può essere parte integrante dell’opera, una dimensione supplementare, ignorata allorché si ammira l’opera compiuta. Si scopre che il quadro esiste nel tempo, possiede una sua durata, una sua vita, può anche morire, se così vuole l’autore: « Ora che ho visto a che punto sono arrivato, prendo un’altra tela e ricomincio da capo ». Mostrando questa durata, Clouzot ha trasformato l’atto creativo in un elemento spettacolare.

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Matisse

Nature morte, Henri Matisse
Nature morte, Henri Matisse

Henri Matisse nasce a Le Cateau-Cambrésis il 31 dicembre 1869, l’anno in cui Claude Monet, reduce con Jongkind dalle spiagge del Nord, scopre Argenteuil. La nascita di Matisse coincide con la nascita dell’Impressionismo. Argenteuil è la piccola capitale di una rivoluzione: tutto quello che avviene nella pittura francese dopo il ’69 si svolge tra la Senna e l’Oise, in plein-air…

Buon anniversario (in anticipo di due giorni) Henri! Et merci…

Il pittore Guglielmo Ciardi

Artgate Fondazione Cariplo - Ciardi Guglielmo, Fondamenta
Fondamenta, Gugliemo Ciardi
Con quale magistero il Ciardi sappia ritrarre la laguna è noto a tutti. Quante tele sue respirano l’aria e fiottano l’acqua della laguna! Eppure nessuna monotonia, nessuna ripetizione. I motivi sono quasi sempre nuovi e ciò che più importa sono anche sempre nuove le sensazioni.

Venezia e le sue acque ha fissato il Ciardi in undici tele esposte alla gran Mostra di Milano. Esaminandole, si nota come abbia voluto e saputo essere diverso, rimanendo nella verità delle sue belle facoltà d’artista, trasmesse con la tecnica ai figli Giuseppe ed Emma. Egli è fresco e agile e tutti i brividi, i fremiti, le colorazioni e i riflessi aerei ed acquei di Venezia hanno in lui la sognante realtà di Venezia.

La pittura veneziana moderna come si vede si mantiene alta, nobile e dignitosa. Artisti come Laurenti, il Tito, il Fragiacomo e il Ciardi fanno onore a una città, anche quando questa è piena delle più sontuose meraviglie architettoniche e pittoriche che abbiano mai stupita, sorpresa, consolata l’anima umana.

I pittori veneziani sanno anche come quelli del buon tempo dell’arte nostra costituirsi, dividendosi, varii dominii spitirituali, rendere tradizionale ed ereditaria l’arte della loro famiglia. Così ora avviene nella città lagunare coi Ciardi e coi Selvatico.

Milano, giugno 1907

L’arte del marmo

Antica cava di Ornavasso, foto Irene Grassi
Antica cava di Ornavasso, foto di Irene Grassi

« Il blocco, nella sua primiera forma, ha sempre una sua evidente parentela con la maestà della montagna; parentela che è troppe volte guasta dall’inconsulto e frivolo lavoro dell’uomo. Sicchè si può ben dire che la bella materia era più vicina all’arte quando l’aveva appena partorita la materna montagna, sussidiandola il rustico alpigiano, che non dopo che vi mise la mano il cittadino “artista” »

Adolfo Wildt (1868-1931)

Guarda questo è quello che io cerco

Hans Richter
Hans Richter dada

Guarda – dissi a Arp – questo è quello che io cerco. Gli elementi, l’assenza dell’albero, la struttura vivente. Ed io – rispose Art, muovendo per l’aria le mani, quasi cercasse un corpo di donna – io amo la pelle.

Hans Richter (Dada Arte e Antiarte)