Come si diventa celebri

Come si fa a diventar celebri?

Domanda stuzzicante di tutti gli appetiti dell’orgoglio — la quale ha fatto scatenare la ridda delle più disparate risposte lungo i secoli.

Il primo gradino per diventar famoso — ha scritto presso a poco il Leopardi — è quello di cominciare a credere di esserlo.

Si diventa celebri — disse un celebre uomo politico inglese — passando sopra col più profondo disprezzo alla celebrità altrui.

La celebrità è un punto nell’infinito — ha detto Victor Hugo. Buttate a mare l’infinito e attaccatevi a quel punto.

Io sono celebre — disse al Goethe una grande artista drammatica del suo tempo — perché ho sempre avuto due odii: quello della mia nullità e quello della nullità degli altri.

La gloria — dice Shelley — è una corona di fiori posata sulla nostra fronte dalla mano della primavera, dopo cento anni d’inverno.

— Non fate quello che tutti fanno e fate quello che nessuno osa fare e la celebrità vi spalancherà le braccia come a un figlio prediletto — ha scritto Heine.

Un miliardario ha scritto: Buttate un milione dalla finestra e avrete la celebrità di un pazzo. Guadagnate un dollaro con un’astuzia menzognera e sarete un re degli affari.

Chi dunque potrebbe raccapezzarsi nell’arcobaleno caleidoscopio di tante ricette omeopatiche?

Stabilito che — per divenire celebri — si debba partire da un punto: quello della notorietà; io credo che si possa giungere ai supremi fastigi della celebrità sapendo ben amministrare quel punto.

Racconta un biografo che Lord Byron, nel suo non breve soggiorno a Venezia, fu assai prima noto per la sua andatura claudicante, che non per lo splendore della sua poesia. Lo chiamavano il lord zoppo e i monelli lo rincorrevano sotto le procuratie. Egli soleva dire che la Natura aveva fatto nelle sue gambe la più bella misura che mai esametro di Virgilio avesse potuto invidiare. E piuttosto che attenuare — continua il biografo — egli propendeva a rendere più palese quel suo difetto fisico.

Beethoven aveva due sole ambizioni: mantenere il candore principesco delle piccole mani e la inverosimiglianza permanente della sua capigliatura.

Listz — in un pomeriggio afoso d’estate — curvo sulla tastiera di un pianoforte, smaniava suonando quel suo gioiello di poema sinfonico che è intitolato Tasso. Aveva per auditorio la granduchessa di Weimar e le sue dame. Quando ebbe strappate le ultime note deliranti, Listz si fece in mezzo alla sala bagnato di sudore come un tritone fluviale. La granduchessa si arrischiò a dirgli che l’enorme capigliatura doveva dargli un caldo insopportabile.

— È un’osservazione amabile — disse prontamente Listz — ma vostra altezza forse non sa che ogni capello della mia criniera vale per richiamo alla mia musica più della réclame permanente inserita dal mio editore nel Times.

Voltaire — vecchio quasi decrepito — non smise mai di fare le abluzioni sul viso e sulle mani di latte di capra. Con questo mezzo, diceva agli intimi (ne ebbe pochi, non dubitate), io faccio una specie di imbalsamazione preventiva di questo vecchio corpo che mi ha dato gloria.

Gabriele D’Annunzio aveva da poco pubblicato il Canto novo e il pubblico cominciava  ad affollarsi plaudendo. Ma il plauso fu più alto appena scoppiarono le critiche.

In conclusione: come si diventa celebri? Ai lettori l’ardua sentenza.

2 pensieri riguardo “Come si diventa celebri”

  1. Una volta si diventava celebri facendo qualcosa di inusitato, di originale, bisognava avere doti particolari; oggi l’unica qualità richiesta è saper trovare il modo di apparire sui mezzi di comunicazione di massa. Credo che il vero problema, oggi, non sia quello di diventare famosi, bensì come ritornare a essere nessuno dopo che la celebrità ha trasformato la vita in un insopporntabile tormento.

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