Ladri di biciclette salvato dalle fiamme

Si gira Ladri di biclette
Si gira “Ladri di biciclette”

A Roma, un bel giorno d’aprile del 1948…

Ladri di biciclette è il titolo del nuovo film prodotto e diretto da Vittorio De Sica, la cui lavorazione è stata iniziata negli stabilimenti della SAFA in Via Mondovì. Il soggetto è stato tratto da Cesare Zavattini da un racconto di Luigi Bartolini e sceneggiato da Biancoli, Suso d’Amico, De Sica, Franci, Guerrieri e Zavattini.

Numerose scene vengono girate da Vittorio De Sica in diverse località di Roma, fra le quali Commissariati di Polizia, ecc. Le ricostruzioni, opera del pittore Traverso, sono state allestite alla SAFA. La lavorazione, organizzata dal direttore di produzione Umberto Scarpelli, si protrarrà ancora per qualche settimana.

Agosto 1948. Ladri di biciclette è il primo film che Vittorio De Sica produce e dirige, sta suscitando il più grande interesse presso l’ambiente cinematografico italiano e straniero. Questo film, che è una storia drammatica e amara dei nostri giorni, si svolge a Roma, in ambienti veri con attori veri, poiché Vittorio De Sica non ha impiegato nessun attore professionista, ma ha cercato i suoi protagonisti nella vita reale: l’operaio della Breda di Torre Gaia, Lamberto Maggiorani, Lianella Carrell, una giovane giornalista che, recatasi allo Stabilimento per intervistare De Sica per conto di un’agenzia straniera, fu invitata a fare un provino in cui rivelò subito le sue istintive doti di recitazione, e da Enzo Stajola, otto anni, che impersona il loro figliolo.

Le scene del film, i cui interni vengono ripresi alla SAFA, sono state girate in gran parte in varie località romane in esterni, sulla Via Flaminia, nel quartiere Mazzini, a Porta Portese ecc. Ultimamente  De Sica ha girato per molti giorni a Piazza Vittorio.

Settembre 1948. Ladri di biciclette è al montaggio. Sono terminate le lunghe estenuanti riprese di questo film che, girato quasi tutto in esterni e nelle zone più popolari di Roma, ha richiesto a coloro che collaboravano con il regista non indifferenti qualità organizzative ed al regista stesso una enorme, paziente dose di lavoro dovuto anche al fatto che, ad impersonare i ruoli principali sono stati scelti elementi tratti dalla vita reale e non attori professionisti.

In un giorno e mezzo, dal sabato pomeriggio alla sera della domenica, prendendo spunto da un banalissimo fatto di cronaca, la vicenda sale, per la semplicità stessa dei protagonisti che la animano fino a raggiungere le alte vette della drammaticità e della tensione per poi dolcemente tornare a placarsi nell’amore e nella comprensione.

È un racconto fatto di sfumature operanti sull’animo di gente modesta che non ha che l’unico scopo di lavorare, un racconto fatto di avvenimenti di tutti i giorni, di realtà, narrato senza indulgere in luoghi comuni o in voli lirici. Ed il motore di questo racconto è la sua semplicità che non ha mai un tono sforzato o comunque voluto, ma sgorga spontanea, limpida, fresca dallo spirito stesso  della vicenda.

Vittorio De Sica parla di questo film come di un figlio, con tenerezza, con amore e, come tutti i padri, con orgoglio, e lo segue, lo cura, lo protegge.

Video: L’incendio della SAFA, La Settimana Incom, 8 ottobre 1948.

Un pauroso incendio ha semidistrutto a Roma lo stabilimento della SAFA appena rimesso a posto dopo un precedente incendio di minore entità. Circa 100 milioni di danni. Nel reparto montaggio erano in lavorazione Ladri di biciclette di De Sica e L’uomo dal guanto grigio di Mastrocinque. Sono stati salvati a stento. È la seconda volta che Ladri di biciclette viene salvato dalle fiamme.

Ottobre 1948. Nell’ultimo numero dicemmo che Ladri di biciclette era al montaggio e avevamo ragione. Soltanto che il regista rivedendo la sequenza finale e non trovandola perfettamente riuscita decise di girarla ancora. E così per quattro domeniche consecutive la troupe ha continuato a riunirsi davanti allo Stadio Nazionale al momento dell’uscita del pubblico e tante sono state le domeniche quante le scene che De Sica giudicava non buone.

Ora le riprese sono davvero terminate e procede il lavoro di montaggio e di doppiaggio.

Una domanda: De Sica “decise” di girare la sequenza finale prima, o dopo l’incendio? Voglio dire: siamo sicuri che tutto, proprio tutti i materiali di Ladri di biciclette furono salvati dalle fiamme?

Quello che, purtroppo, è sicuro e che lo stabilimento della SAFA a Via Mondovì 33, chiuse definitivamente.

2 pensieri riguardo “Ladri di biciclette salvato dalle fiamme”

  1. Secondo me De Sica ha perso qualche metro di pellicola nell’incendio e ha dovuto girare di nuovo il finale. Non è rimasto proprio niente degli stabilimenti?

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