Magia bianca

Una volta quelli che si dedicavano a opere di magia erano uomini dall’aspetto tenebroso con lunghi mantellacci oppure vecchie scarmigliate che compivano sportivamente lunghi viaggi volando a cavallo di un manico di scopa.

Quando gli uomini normali si impadronivano di qualcuno di questi « figli del diavolo » li bruciavano cantando a gran voce per la salvezza dell’anima loro. I maghi moderni non sono altra gente. Girano scamiciati, perché nei teatri di posa fa caldo, scherzano con le generiche e non credono di fare nulla di straordinario. Eppure essi creano mostri, fanno rivivere gente da lungo tempo scomparsa, invecchiano un uomo giovane e ringiovaniscono uno vecchio. Due treni lanciati a grande velocità si scontrano riducendosi in minuscoli frammenti? Niente paura, in quello scontro non si avrà a lamentare nessuna vittima. I nuovi maghi sono onnipotenti.

Essi, però, pensano a lavorare le loro otto ore al giorno e se ne fanno di più, pretendono « gli straordinari »; invece che nella sfera di cristallo guardano nel mirino di una macchina cinematografica e invece di pronunciare tenebrose formule di scongiuro parlano di modellini e di trasparente. Insomma, come tutti i loro progenitori, studiano la maniera di darla a bere.

In ogni stabilimento cinematografico esiste una centrale di maghi. È il reparto di esperti in materia di trucchi e si può dire che non esistano limiti alle loro possibilità.

Uno slogan sempre in voga è che lo stesso cinema è trucco in se stesso.

Manlio Scarpelli

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2 pensieri su “Magia bianca”

  1. E’ la magia del cinema, quella che ti trasporta nei mondi più lontani, quella che ti induce a credere alla finzione. E’ il cinema, bellezza!
    Riesci sempre a interessare con le tue belle citazioni! Grazie.

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