Hans Richter

“Abbiamo bisogno del pianista”, mi disse un proprietario di cinema ai bei vecchi tempi del cinema muto “per coprire il rumore degli spettatori, il brusio, i baci e qualche volta anche il russare. Questa è la funzione del pianista!”. Oltre a ciò veniva pagato per sottolineare l’atmosfera del film: Ouverture del Guglielmo Tell per i momenti più drammatici, Marcia  nuziale del Lohengrin per l’amore sacro e il matrimonio, ecc. Cliché! Oggi abbiamo musicisti ben pagati, che compongono partiture originali, ma in sostanza la funzione della colonna sonora, — creare cioè un’atmosfera e fornire alle immagini una musica di sfondo — è rimasta praticamente immutata (salvo naturalmente le eccezioni). Viene usata passivamente come un elemento secondario, anche quando si tratta di buona musica.

Pur credendo profondamente nel cinema come arte visiva, mi resi conto sin dal 1928, quando realizzai il mio primo film sonoro, che il sonoro doveva avere una parte attiva e indipendente nel film (Usai quindi musica e dialogo in un certo modo astratto e ritmico). Il sonoro può assumere questa parte attiva e creativa solo quando si libera dalla tradizione della musica (non dalla musica stessa), così come l’immagine deve liberarsi dalla tradizione del teatro e della letteratura. La musica è forse la più antica delle arti; come forma artistica si è sviluppata in migliaia di anni; ha elaborato le proprie leggi, il proprio linguaggio, ha principi e stile particolari, in relazione alle proprie necessità, tanto esteticamente come quanto culturalmente. Come si può pretendere quindi che una forma artistica tanto sviluppata, con forme sue di pieno diritto e con un pubblico abituato a quella specifica forma, possa adattarsi facilmente come un guanto a questo nuovo mezzo d’espressione ribelle che è il cinema? Infatti non ci riesce! Il sonoro nel film ha problemi suoi propri ed essi non sono specificamente musicali, ma drammatici.

Hans Richter

Da vedere: Hans Richter – Il ritmo dell’avanguardia Museo d’Arte di Lugano, dal 31 agosto 2014 al 23 novembre 2014

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