Il padre della cartolina

Saluti da Venezia a Bologna 1904
Saluti da Venezia a Bologna 1904

Il 26 gennaio 1869 il dott. Emanuel Herrmann, professore nella scuola  politecnica di Vienna, pubblicava un articolo nel periodico Neue Freie Presse intitolato: “Di un nuovo processo di corrispondenza per mezzo della posta”. La proposta fu subito studiata dal governo, e le poste austriache l’adottarono subito .

Sei mesi dopo anche la Germania aveva le sue cartoline postali, ma il formato troppo grande ed il porto doppio la fecero subito abbandonare per adottare più tardi lo stesso modello Herrmann. Nel 1871, il Belgio, i Paesi Bassi, La Danimarca. Nel 1872, la Svezia, la Norvegia, la Russia. Nel 1873 la Francia, gli Stati Uniti d’America, la Serbia, la Romania, la Spagna. Nel 1874 l’Italia ecc. In pochi anni la cartolina postale si diffuse per tutta la superficie del globo.

In principio il cartoncino, comodo ma indiscreto, non godette il favore di tutti: quel pezzo di carta scura, dall’aspetto così poco attraente, e tanto poco salvaguardato dalla curiosità altrui! D’altronde il suo stesso buon mercato sembrò tacciar la cartolina di cosa plebea, riservata al cameriere, ai soldati, ai bottegai. Poi, piano piano — come per tante altre cose — la comodità del sistema cominciò a vincere i difetti. Si trovò che, almeno in viaggio, era permesso gettare due righe di cronaca intorno alla salute e alla temperatura sopra quel pezzetto di cartone, che non chiedeva troppo tempo né troppi fiori di stile.

E, ancora progredendo, si passò a domandare — tramite la cartolina — ogni sorta di oggetti lasciati a casa, compresi i pezzi di biancheria intima. Poi si narrarono impressioni, poi si raccontarono i fatti propri, poi… si finì per dimenticare che, in fin dei conti, la cartolina cade in mano a una quantità di persone, a cui non è destinata, prima di cadere in mano della persona indicata nell’indirizzo.

Ora inghirlandata di fiori, abbellita di figurine, istoriata di vedute, la cartolina conquistò il mondo. Tutto l’universo si scambiava saluti, auguri, baci, tenerezze, anche impertinenze, satire e malignità, a colpi di cartoline illustrate. Per quasi tutto il ‘900 la cartolina ha dimostrato incontestabilmente di essere un agente indispensabile di relazione fra l’umanità, una “rete sociale” che nei primi anni del ‘900 contava con oltre 20 milioni di “utenti” al giorno.

Se fosse possibile recuperare soltanto la metà di questo “patrimonio dell’umanità” e fondare il Museo Storico Internazionale della Cartolina… Lascio la proposta qui.

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