Fredda accoglienza dei romani a Liberace (nel 1956)

Correva l’anno 1956…

La Nuova Stampa, Ottobre 1956
La Nuova Stampa, Ottobre 1956

Roma, 20 ottobre. Valentino Liberace, il noto e stravagante pianista americano in tournée per l’Europa, è rimasto alquanto deluso dell’accoglienza che i romani gli hanno riservato. È arrivato iersera all’aeroporto di Ciampino accompagnato dalla madre, dal fratello, da due segretari a da 58 valigie: sotto al cappotto di panno scuro faceva capolino l’immancabile camice viola con i bottoni dorati, che costituisce una delle « stranezze » del pianista.

Mentre attendeva che il personale dell’aeroporto scaricasse il bagaglio, Liberace nascondeva a stento il suo disappunto. A Londra ed a Parigi una folla di fanatici ammiratori era convenuta ad attenderlo: vi erano stati tumulti, il pianista era stato applaudito, sospinto, portato in trionfo, e solo a stento la polizia lo aveva sottratto all’eccessiva adorazione del pubblico. Le noie della celebrità avevano perseguitato il pianista americano durante tutto il viaggio: giovanette isteriche avevano baciato la sua automobile, altre si erano ferite nel tentativo di strappargli lembi d’abito da conservare come ricordo, signore di mezza età erano svenute durante i suoi applauditissimi concerti.

A Roma, invece, la pista dell’aeroporto era deserta e dietro alle transenne occhieggiavano solo poche persone; Liberace scostò con un gesto annoiato della mano due fotografi ufficiali e si avviò in taxi verso un grande albergo del centro.

Questa mattina il pianista si è levato per tempo ed ha dedicato la giornata alla visita della Capitale e dei suoi monumenti. Ha pranzato in un ristorante tipico ed ha passeggiato a piedi lungo l’Appia Antica scattando numerose fotografie. Dovunque ha trovato la stessa accoglienza: non indifferenza, ma curiosità scevra da ammirazione.

Forse per protestare contro lo scarso interesse della popolazione romana che Valentino Liberace ha deciso di abbreviare la sua permanenza in Italia. A sera nell’atrio del suo albergo ha dichiarato  che ripartirà tra pochi giorni e che intende riposarsi completamente.

« Non intendo dare alcun concerto — ha concluso salutando i giornalisti — anche se so che ciò dispiacerà a chi desiderava udire il mio “tocco” al pianoforte ».
(La Nuova Stampa)

2 pensieri riguardo “Fredda accoglienza dei romani a Liberace (nel 1956)”

  1. Interessante e curioso: sono un po’ le stesse sensazioni che ho provato vedendo il film di Sorderberg, Dietro i candelabri. Non l’ho recensito, perché non mi ha lasciato nulla, anche se certamente non è un brutto film. E’ il ritratto di un bravissimo pianista, un po’ cialtrone, molto pacchiano nel presentarsi al suo ingenuo pubblico, di cui, da vero furbacchione, aveva compreso le debolezze sentimentali, che facevano velo alla drammatica verità sua e dei ragazzi che si innamoravano di lui. Credo che lo smagatissimo pubblico romano lo avesse capito molto meglio degli americani!

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