Vittorio De Sica e Giuseppe Musolino

Reggio Emilia, estate 1946. Le vicende e la figura del brigante Musolino verranno portate sullo schermo in un film che Peppino Amato produce e che De Sica dirige. La pellicola verrà girata sui luoghi stessi in cui il bandito visse e compì le sue gesta, ed infatti De Sica ha iniziato la lavorazione della pellicola a Reggio Emilia con la ripresa del manicomio criminale dove Musolino è stato fino a poco tempo fa.

Tanto lontano e sbiadito era il ricordo, che credevamo il bandito d’Aspromonte coetaneo di Mazzini e di Cavour e se non ci fosse stata un’amnistia, saremmo forse morti con questa convinzione. Senonché, da un carcere dell’Emilia, è venuto fuori un vecchietto compito e romantico che ha fatto sussultare il nostro cuore. Chi è questo vecchio signore che mena vanto di essere un bandito? Cosa viene a raccontarci? Cosa sa dei banditi, questo vecchietto timido e paterno che ognuno di noi sarebbe pronto ad adottare come nonno? « È il brigante Musolino — dice la gente — ha ucciso dieci persone, forse venti; a uno ha mangiato il cuore ». Storie. Musolino non aveva il mitra, come poteva ammazzare tanta gente?

Ma se noi non crediamo alla strana apparizione, c’è chi bada al concreto, c’è chi crede alle parole del vecchietto e gli si fa attorno e lo circonda di premure e lo prega di raccontare ancora una volta la sua storia. Commendatori dal portamento distinto  partono da Roma e vanno a Reggio Emilia per conoscere l’illustre bandito. I due signori che parlano con accento  napoletano, sono il produttore cinematografico Giuseppe Amato e il regista Vittorio De Sica. Vogliono vedere Musolino, vogliono fare un film sulla sua vita. « Ma il bandito — avverte qualcuno — ha perso la ragione e si crede un re ». Non importa: De Sica e Amato si faranno annunciare a Sua Maestà. Ed eccoli al cospetto del Sovrano: « Maestà, vorremmo fotografarla ». Il sovrano acconsente, si vede che ha sentito parlare del cinematografo ch’è infine un piccolo mondo di sovrani e regine. Musolino porge la mano da baciare e con un garbo veramente regale si pone a disposizione di questi umilissimi servi che vengono da lontano per ossequiarlo. Nella cella del carcere di Reggio Emilia hanno piazzato i riflettori e le macchine da presa; ci sono anche delle signore, delle attrici, che partecipano alla scena. Musolino, compitissimo, cede il passo alle signore e s’inchina regalmente.

Grazie a Dio, il fiero bandito d’Aspromonte non ha deluso chi ricordava le sue favolose avventure. Vecchio, col cervello in disordine, Musolino è per noi ancora il giovane avventuriero che abbiamo conosciuto negli anni dell’infanzia sulle pagine dei giornali illustrati popolari. Alla romantica fierezza dell’eroe bandito si è aggiunta la superiorità del sovrano. Così lo vedranno i nostri figli.

Interpreti di questo film-documentario, insieme a Giuseppe Musolino, Camillo Pilotto e Maria Mercader. Che fine ha fatto il materiale girato da Vittorio De Sica a Reggio Emilia?

2 pensieri riguardo “Vittorio De Sica e Giuseppe Musolino”

I commenti sono chiusi.