Viaggio nel tempo e nella Mostra del Cinema

Fredric March, Morte di un commesso viaggiatore, presentato alla Mostra di Venezia 1952
Fredric March in Morte di un commesso viaggiatore, presentato alla Mostra di Venezia 1952

Come tutti gli anni ritorna puntuale (o quasi) la Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Ed io, come al solito, non voglio perdere l’occasione… che volete, certe tradizioni sono dure a morire. Come direbbe Petrolini: “Tutto muore quaggiù! Muore l’insetto, muore il cane, il cavallo, il cammello; muore il rospo, la pecora e il capretto, muore il pesce, il mammifero e l’uccello. Muore la pianta, la radice e il fiore… ma l’amor mio, ma l’amor mio non muore!” (grazie Ettore!).

Nel 1952 Guido Aristarco scriveva nella rivista Cinema (1° agosto 1952): “Venezia è entrata nel suo anno di maggiore età, ha compiuto venti anni”. Andiamo indietro nel tempo per vedere da vicino questa “mostra maggiorenne”.

Pierino (il solito Pierino che fa le domande indiscrete e imbarazzanti) chiederà subito (l’argomento è stato già toccato, ma siccome nessuno si è preoccupato di chiarirlo esaurientemente, è sempre buono):

— Scusi, mi vuole spiegare perché la Mostra del 1952 si chiama XIII?

— Mio Dio, Pierino caro: anche La Palisse, sebbene ai suoi beati tempi il cinematografo non fosse stato ancora inventato, ti potrebbe rispondere con facilità: si chiama XIII perché fu la tredicesima.

— Va bene (insisterà diabolicamente Pierino) ma se è la tredicesima, come mai se ne celebra contemporaneamente il ventennale?

— Semplice, la Mostra del cinema esiste da vent’anni ma…

— Ho capito — interrompe Pierino — ma siccome è stata tenuta solo dodici volte, quella del 1952 è la tredicesima.

— No, caro: nel 1952 eravamo alla sedicesima volta…

—  Insomma, mi prendi in giro! Se alla XIII eravamo in realtà alla sedicesima; e alla XIII si celebrava il ventennale… fra poco, per venire  a capo della faccenda, bisognerà estrarre qualche radice quadrata!

— Niente radici quadrate, caro. Le Mostre, fino al 1952, effettivamente sono state sedici; ma quelle degli anni 1940, 1941, 1942 e 1946 non vanno considerate.

— E perché mai?

— Perché c’era la guerra, perché c’era l’Asse, perché la Mostra ha carattere internazionale e, quando c’è una guerra, l’internazionalità va per forza a farsi benedire.

— Benissimo! Ma nel 1946 la guerra era finita: e allora?

— La guerra era finita, l’internazionalità riconquistata… Insomma, non saprei… Vattelappesca perché. Forse, hai ragione: bisogna estrarre la radice quadrata. Per adesso basta, ci vediamo al prossimo post sul “ventennale” della sedicesima Mostra del Cinema di Venezia XIII, anno 1952, ovvero, Pirandello aiutami tu: “Così è (se vi pare)”… a domani!