Lasciamo perdere…

Fin da quando i primi film americani distolsero il pubblico dai film di Pina Menichelli e di Lyda Borelli, c’è stato chi ha creduto di attribuire la crisi del cinema italiano alla mancanza di mezzi e dovuta tutela da parte del Governo in carica.

Vennero finalmente quattrini, mezzi e tutela, e vennero di conseguenza film come “Scipione l’Africano” (1937). L’argomento dovrebbe essere messo da parte da molti anni, tenendo conto la felice riuscita (a livello mondiale) di film italiani relativamente poco costosi.

Eppure c’è ancora chi in buona fede si attacca alle stesse convinzioni. Lasciamo perdere una buona volta questa scusa  dei mezzi e dei quattrini; lasciamo perdere anche i “se” coi quali al massimo si possono fare delle ipotesi assurde.

Provate a immaginare qualcuno che ammirando un quadro di Van Dick o di Rembrandt, pur considerando l’opera d’arte, con aria di sufficienza esclamasse: “Bello sì, ma date a noi una tavolozza e colori come quelli poi vedrete! Mah…. lasciamo andare…”.

Eh, sì! Lasciamo andare davvero… E’ meglio.

Questo post nasce dopo la lettura di questo articolo: Imposta con decreto la tutela dei film tricolori.

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3 pensieri su “Lasciamo perdere…”

  1. Parafrasiamo:il talento, se uno non ce l’ha, non glielo si può dare, ma i talenti sì, a quanto pare, soprattutto alla vigilia delle elezioni. E’ il liberismo all’Italiana, quello che vuole l’ombrello per proteggersi dalla pioggia, non solo nel cinema.

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