Fotografare è un mestiere

foto germaine krull 1929
Die Menge, foto di Germaine Krull (1929) fonte artnet Galleries

Fotografare è un mestiere. Un mestiere d’artigiano. Un mestiere, che si impara, che si fa più o meno bene, come tutti i mestieri. L’arte, c’è in tutti i mestieri ben fatti, perchè l’arte è una scelta. La prima scienza del fotografo è di saper guardare. Si guarda con i propri occhi. Lo stesso mondo, visto da occhi diversi, non è più completamente lo stesso mondo. E’ il mondo attraverso la personalità. Con un solo scatto, l’obiettivo registra il mondo dall’esterno ed il fotografo all’interno… Ogni angolo nuovo moltiplica il mondo per se stesso. L’apparecchio non ha da inventare, combinare, truccare. Non è pittura, nè imaginazione. Il fotografo è un testimone. Il testimone della sua epoca. Il vero fotografo è il testimonio di tutti i giorni, è il reporter. Che egli non mantenga sempre l’occhio a un metro e cinquanta del suolo, al suolo d’oggi, di questa mattina, di questo giovedì mattina…

Germaine Krull (1930)

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Un pensiero riguardo “Fotografare è un mestiere”

  1. Devo dire che alcune affermazioni mi spiazzano un po’, soprattutto le ultime: “…. non è pittura, né immaginazione…” Eppure tutte le espressioni d’arte figurativa sono state anche testimonianza del loro tempo. mi viene in mente David che assisteva al passaggio dei condannati alla ghigliottina… prendendo appunti, nel solo modo possibile per un pittore che volesse essere testimone della sua epoca drammatica, cioè schizzando sul foglio bianco le drammatiche scene che si svolgevano sotto i suoi occhi. Per non parlare della scrittura letteraria, attraverso la quale spesso si comprende un’epoca meglio che attraverso le pagine degli storici: penso al Napoleone di Tolstoi, o all’800 di Balzac, o al ‘600 di Manzoni…

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