Il cinema visto dalla luna

Arma la prora e salpa verso il mondo, scrisse D’Annunzio.

— Arma?! disse Pirandello lisciandosi il pizzetto: Seh! seh!!

E così dicendo partì verso la Germania a scopo cinematografico, qualche tempo dopo a partire furono le sue opere verso Hollywood.

Ve ne importa? No. Andiamo avanti:

Dal lontano giorno della sua invenzione, il cinema è composto da un elemento principale: il film, che a sua volta si suddivide in due elementi collaterali: chi lo fa e chi lo prende. Chi lo fa è colui  il quale trova un finanziatore per farlo; chi lo prende è colui il quale trova il noleggiatore per appiopparglielo.

Un amico, molto erudito, mi ha spiegato:

— Il finanziatore fu creato all’insaputa del Padreterno.

Certo, egli è indispensabile come la benzina lo è al motore, la piattaforma davanti lo è alla posteriore, il miglio lo è al canarino e le contraddizioni ai politici.

Io ho la fortuna di avere spesso sottomano qualche finanziatore. Ma, intendiamoci, sottomano non perchè il pollo lo allevi e poi lo spenni io, ma perchè ho degli amici. Ed il mestiere degli amici comprende, tra gli altri doveri, anche quello di procurare agli amici nuovi amici.

— Come!? Tu non conosci il dott. Piselli, amministratore delegato della ditta Impareggiabile Film?

Ed io:

— Veramente non ho il piacere… ma il nome non mi è nuovo.

Così rispose una famosa attrice di Hollywood a proposito di certo William Shakespeare.

Di finanziatori ne conosco uno per settimana. L’esteriore è sempre differente; l’interiore sempre identico.

L’amministratore delegato, per chi è a digiuno della routine degli affari, è quel distinto funzionario privato, il quale firma tutte le carte che gli altri gli presentano perchè le firmi. E poi dà il proprio parere sempre dopo che ha domandato al segretario, abitualmente generale:

— E lei che ne pensa?

Allorchè si tratta di una azienda cinematografica, l’amministratore delegato allarga fatalmente le proprie mansioni sino alla lettura dei copioni. Copione sarebbe quell’insieme di corbellerie che un individuo, donna/uomo è indifferente in questo caso, quasi sempre analfabeta, fonde in una corbelleria unica che prende il nome di soggetto.

Tale lettura non sarebbe obbligatoria, ma esercita uno strano ed irresistibile fascino nel capo visibile della ditta. Il quale, dall’oggi al domani, finisce per discutere tutto: dalla storia del cinema al regista, tecnici, interpreti…

Ciò non toglie che il finanziatore non meriti il dovuto rispetto. Pensate che senza di lui sarebbe impossibile la combinazione; mentre le combinazioni sono ancora utilissime in certe situazioni, e non soltanto alle donne, ma anche agli uomini che vogliono organizzare la produzione di un film.

Un tempo, allorchè gli sforzi intelligentemente combinati di pochi volenterosi riuscirono a seppellire ingloriosamente l’industria cinematografica italiana, la pianta del produttore appassì e nessuno sa come ripiantarla. E’ rimasto in campo l’amministratore delegato. Aiuto.

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4 pensieri riguardo “Il cinema visto dalla luna”

  1. Divertente, ma amara e lucida constatazione della realtà non solo cinematografica, forse.

    1. Hai ragione, molto amara, ma bisogna affrontarle certe “cose”. Da Ponti e De Laurentiis, con tutti i difetti che volete, l’industria del cinema italiano è in mano a tanti dott. Piselli…

  2. Già! La prevalenza del ragioniere (absit iniuria!), qui come dappertutto, il disprezzo delle ragioni della cultura, che tanto non dà da mangiare. Ma che cosa abbiamo fatto, per meritare tutto questo?

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