Da Yojimbo al magnifico straniero per un pugno di dollari 2

Luglio 1963. Esce al cinema Fiamma di Roma La sfida del Samurai (Yojimbo): tenuta 6 giorni, quasi due anni dopo la presentazione alla Mostra di Venezia nel 1961.

Le versioni su “chi vide prima“ La sfida del Samurai e consigliò la visione a Sergio Leone come fonte d’ispirazione per un western sono…. troppe. Leggete questa voce di Wikipedia.

Questi testimoni affermano che Leone si entusiasmò subito con l’idea di girare un western ispirato al film di Kurosawa, aggiungendo che girare un film western di quei tempi (1963/1964) fosse una pessima idea perché  la popolarità del genere era in calo, e gli stessi americani avevano dimezzato la produzione.

Secondo diversi articoli pubblicati proprio in quel periodo risulta che “il pubblico americano predilige due generi: western e giallo”. Al primo posto delle tenute a Roma per il 1963 troviamo La conquista del West con 137 giorni di tenuta al 29 febbraio 1964, Cleopatra è al secondo posto con 126 giorni.

E poi… perché Papi e Colombo della Jolly Film avrebbero insistito nel far vedere a Leone il western tedesco fatto in Spagna, se la popolarità del genere era in calo? (vedi Da Yojimbo al magnifico straniero per un pugno di dollari 1)

E’ vero che in quel periodo il cinema italiano era in mezzo alla solita crisi: Cinecittà in vendita, ridotti a due gli enti di stato legati al cinema. Visto che il genere peplum (quello sì) era in declino, meglio il western:

“Il cinema italiano affronta per la prima volta il genere western con il film Buffalo Bill, il conquistatore del West. Il regista sarà Mario Costa. Così, mentre in America con decine di films si tenta di portare sullo schermo la storia della Roma antica, il meno ortodossamente possibile, l’Italia inizia la serie di westerns con serietà d’intenti e senza pensieri di vendetta.”

Che fosse il primo western italiano è molto discutibile… Torniamo a Leone.

Il 30 aprile 1964, la Jolly Film annuncia ufficialmente la lavorazione di due western: Le pistole non discutono, coproduzione Italo-tedesca-italiana, regia Mario Caiano, interprete Rod Cameron, stabilimenti Centro Sperimentale di Cinematografia; ed Il magnifico straniero, coproduzione ispano-italo-tedesca (Ocean Film Madrid 40% Jolly Film Roma 35 % Costantin Monaco 25 %) distribuzione Unidis, regia Sergio Leone, fotografia Federico G. Larray, direttore di produzione Franco Palaggi, interpreti C. Eastwood, G. M. Volonté, M. Koch, A. Prieto.

Altri western in lavorazione nelle stesse date per conto di altre case di produzione sono: Jim il primo di Serge Bergon, I sette del Texas di Romero Marchand, I quattro inesorabili di Primo Zeglio. Poche settimane dopo, dal 1 al 31 maggio: Il Ritorno di un pistolero di Ramon Torrado Marino; La strada per Forte Alamo di Mario Bava; e (non poteva mancare la parodia) Due mafiosi nel Far West interpreti Franco e Ciccio; L’uomo della valle maledetta ancora Primo Zeglio.

Finita la lavorazione, il problema era trovare una sala dove proiettarlo:

«Fu portato  all’annuale marcato cinematografico di Sorrento e non trovò alcun acquirente: i western erano storia di ieri. Dopo la proiezione, il proprietario di una catena di cinema in Toscana face le congratulazione a Bob Robertson…»(1)

Non senza difficoltà il film trovò posto nella programmazione di una sala di Firenze:

“Non dimenticherò mai quell’agosto del 1964. Andai a Firenze per la prima proiezione, il 27. Faceva un caldo soffocante: in Italia far uscire un film  ad agosto equivale a bruciarlo. Farlo uscire in questa sala in pieno centro era come abbatterlo e poi seppellirlo”….»(1)

Il resto lo sapete: ha da tempo acquistato “lo status di mito”… ovvero: stampate la leggenda.

Vediamo invece come sono andate le cose secondo i soliti (maledetti) documenti d’epoca.

Il film fu presentato al pubblico nel corso degli Incontri internazionali del cinema di Sorrento seconda edizione, dal 19 al 25 settembre 1964, dove, a concludere ogni serata era prevista la proiezione di alcuni film: Deserto rosso, I parapioggia di Cherbourg, Il Moro di Venezia, Becket e il suo Re, E’ nata una stella, Capitan Newman, A proposito di tutte quelle donne, Il Peregrino nuevo, e “un film giapponese da destinarsi”. In seno agli incontri si svolse il convegno Cinema e pubblico dedicato alla pubblicità cinematografica.

Un paio di settimane dopo, del primo gruppo di film selezionati rimaneva poco o niente. I film presentati a Sorrento furono: Il balcone di Joseph Strick; Il Moro di Venezia di Vaktang Tchabounkiani; Una patata, due patate, di Larry Peerce; Atoragon di Ishito Honda (film della Toho film già presentato al Festival di fantascienza di Trieste); A mani nude di Lee Man Hee (film coreano); 

e…. mercoledì sera 23 settembre Per un pugno di dollari. 

Piacque subito, altro che dubbi sul futuro commerciale. Una delle prime recensioni, forse la prima, è questa:

«Dobbiamo dire che questo film, di cui è inutile riportare regia e interpreti in quanto rispondono tutti a nomi inglesi inesistenti, è veramente un buon film e sarebbe stato ottimo se l’ingordigia dell’orrido non avesse eccessivamente spinti produttore e regista. Comunque è un film destinato a fare quattrini.»

Alla chiusura degli Incontri fu consegnato un premio-riconoscimento a tutti i film presentati. Forse il premio c’è ancora da qualche parte a casa di Sergio Leone.

Vediamo adesso con attenzione i dettagli per capire meglio.

Tenendo conto che il nulla osta di circolazione è del 01.09.1964 è molto improbabile che il film sia uscito a Firenze il 27 agosto.

L’annuale “mercato cinematografico di Sorrento” non è altro che gli Incontri Internazionali di Sorrento seconda edizione, dal 19 al 25 settembre 1964.

Per un pugno di dollari fu presentato al Supercinema di Roma nella prima quindicina di ottobre 1964. Tenne il cartellone per 34 serate. Un record… per un western italiano.

Ultima curiosità. Ecco una nota per la stampa dell’Unidis (la casa di distribuzione del film) pubblicata i primi di settembre 1964:

«Per un pugno di dollari, a colori e su grande schermo, ha come interpreti Clint Eastwood, Marianne Kock. Daniel Martin e Benny Rives, per la regia di Daniel P. Lion

Nota 1. Christopher Frayling; Sergio Leone Danzando con la morte (Il castoro 2002).

4 pensieri riguardo “Da Yojimbo al magnifico straniero per un pugno di dollari 2”

  1. Improbabile, ma non impossibile, che sia stato proiettato a Firenze con pochissimi giorni di anticipo, rispetto al nulla osta. Non erano probabilmente così stretti i controlli: in fin dei conti si tratta della fine di agosto, mese di ferie per tutti: le forze di polizia, forse, non ci badavano troppo (credo, ma non ne sono certa, che l’attenzione principale fosse riservata a film un po’ osé, soprattutto se contenevano anche forme di denuncia politica: molto occhiute erano le organizzazioni di “difensori” della famiglia, che denunciavano alla magistratura con molta facilità).
    D’altra parte mi sembra difficile che Christopher Frayling non abbia controllato attentamente le sue affermazioni; da qualche parte avrà pur trovato queste notizie, non credi? In quegli anni, mi viene in mente per analogia, era diffusa la prassi di far uscire libri qualche tempo prima della data segnata in ultima pagina (finito di stampare …). Di questa cosa sono certa, essendomi stata riferita da persone che lavoravano presso editori, i quali avevano passato qualche guaio con la guardia di finanza proprio per questa ragione. Mi risulta comunque che questa pre-datazione fosse una abitudine comunissima, anche se ormai difficile da documentare: perché chi ha vissuto quella situazione o è molto, molto anziano o non c’è più.
    Molto bello e interessante questo post, grazie.

    1. Forse non sono riuscita a spiegarmi bene. Frayling, e altri biografi di Leone, citano soltanto fonti orali senza contrastare le informazioni. Se il film è stato proiettato a Firenze dopo gli Incontri di Sorrento, è stato proiettato dopo il 23 settembre.

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