Storia quasi apocrifa della Mostra del Cinema di Venezia 3

La terrazza dello Excelsior nel 1932
La terrazza dello Excelsior, Mostra di Venezia 1932

La sera del 5 agosto 1932 tutto, o quasi, era pronto all’Hotel Excelsior:

“A fine luglio il Teatro La Fenice rifiutò alla Biennale il prestito delle poltrone, che era stato, per via “di un concerto (…) a metà agosto col tenore Schipa”. In tutta fretta Bazzoni dovette contattare qualche cinema a Venezia e il Dopolavoro provinciale per reperirne di altre.”(1)

Secondo alcune fonti il numero di posti a sedere sulla terrazza a mare erano mille, secondo altre 750:

“Nell’eventualità di tempo cattivo, si era adattato a sala cinematografica anche il salone delle feste, dove erano disposte su una pedana inclinata 720 tra poltrone e poltroncine. La cabina di proiezione, informava la Gazzetta di Venezia, messa a punto dai tecnici della Cinemeccanica di Milano, è stata sistemata su una base scorrevole, così che potesse essere rapidamente spostata dall’esterno al salone e viceversa.” (1)

Attenzione al dato della sala interna e la cabina scorrevole perchè è fondamentale per risolvere il mistero del “primo film presentato alla Mostra Cinematografica, Venezia 1932.”

E adesso, avanti la cronaca…

Gli avvenimenti memorabili alla prima Esposizione cinematografica di Venezia 1932

Ribassi ferroviari per Venezia in occasione del Festival
Data l’importanza che assume la prima Esposizione Internazionale d’Arte Cinematografica, che svolgerà la serie delle sue proiezioni al Lido di Venezia dal 6 al 21 del prossimo agosto, il Ministero delle Comunicazioni ha concesso, per tutto il periodo della manifestazione, il ribasso ferroviario del 50% da tutte  le stazioni del Regno per Venezia. La concessione entra in vigore dalla mezzanotte del 5 agosto.

5 agosto. — II Comitato organizzatore annunzia l’arrivo in gruppo dei rappresentanti dei maggiori giornali stranieri. Disgraziatamente, però, viaggiano in incognito; cosicché nessuno riesce a vederli. In compenso, le Autorità, accorse alla stazione con musiche e fiori, utilizzano onoranze e discorsi rovesciandoli addosso al collega Garrone, rappresentante, con stilografica e fotografica, del formidabile trust Rizzoli.

La «Gazzetta di Venezia» annunzia per domani sera, come film d’inaugurazione, Gli uomini, che impertinenti... della «Cines»; il Comitato organizzatore, per andar d’accordo con la «Gazzetta», annunzia Il dottor Jekyll; il pubblico mangia la foglia, e si prepara ad assistere alla proiezione di Frankenstein.

Cielo mezzo coperto, mare calmo, temperatura canicolare; le signore n’approfittano per scoprire altri dieci centimetri quadrati di epidermide.

6 agosto. Né il Comitato, né la «Gazzetta» lo annunziano, ma arrivano lo stesso il Comm. Giovannetti del «Giornale d’Italia», Filippo Sacchi del «Corriere della sera», D’Errico della «Tribuna», il Prof. Dettori e l’avv. De Pirro della «Federazione dello spettacolo», il sig. Michetti dell’Istituto Luce, tutti ricevuti con le salve d’uso, e ospitati all’Hotel Excelsior a spese del Comitato. Arriva anche Belisario Randone dell’Agenzia Film, ma, non essendo stato invitato, è lasciato libero di andare a mangiare e dormire dove meglio crede. Arriva il Comm. Lodovico Toeplitz de Grand Ry, con barbetta bionda e maglietta turchina, ricevuto con commosse manifestazioni dal Dott. Walter Plugge e dal Sig. Charles de Lac, suoi vecchi amici d’infanzia, insieme con i quali inventò il cinematografo. Arriva anche il Direttore di Kinema, con seguito, ma, viaggiando in incognito, è scambiato per un Rajah indiano.

I treni della sera rovesciano nel motoscafo a servizio diretto Ferrovia-Lido il Comm. Mario Ferrari, il sig. Amerigo Aboaf, il Comm. Paradisi con Raffaello Matarazzo al guinzaglio, il Conte Micheroux De Dillon, e altri.

La proiezione del Dottor Jekyll è finita senza incidenti, se si esclude un paio di signore morte per choc nervoso, una vecchia dama inglese impazzita, e una signorina cecoslovacca che ha tentato di sparare addosso ad Amerigo Aboaf e al Conte Micheroux. Il Comitato ha fatto distribuire a tutti gl’intervenuti una mezza bottiglia a testa di cordial.

7 agosto. Per portare un diversivo, il Comitato annunzia Grand Hotel, la «Gazzetta» L’urlo della folla, e l’operatore mette in macchina Il congresso si diverte.

Bellissimo discorso di Walter Plugge, che nessuno ha sentito, perché il Comitato, con squisito senso di opportunità. aveva disposto perché non si trovasse in tutta Venezia un altoparlante, o imbuto di carta, nemmeno a pagarlo un occhio della testa.

Si sparge improvvisamente la notizia che è arrivata Joan Crawford. Chi afferma di averla vista al bar, intenta a prepararsi il suo cocktail preferito; chi di averla incontrata sulla spiaggia in un delizioso costume da bagno costituito da un nastro sottile alla gola, e da un altro più sottile in altra parte del corpo; chi di averla vista rifugiarsi di corsa in un camerino, non propriamente da bagno. Quest’ultima notizia rende frenetico il Comm. Mario Ferrari, che si precipita a quella volta con gli occhi fuori dell’orbita, e con la sua sveltezza di peso gallo, seguito a una corta incollatura dal Comm. Amerigo Roatto. Si apre discretamente la porta del camerino, e compare… l’Avv. De Pirro: tranne qualche lieve differenza nell’altezza, nelle forme, nella sagoma del naso, nell’ampiezza delle spalle, nella rotondità delle braccia e di altre cose, la rassomiglianza tra Joan Crawford e l’Avv. De Pirro è perfetta, e tale da trarre in inganno anche il più perfetto conoscitore. A quell’apparizione, Mario Ferrari cade addosso ad Amerigo Roatto, e lo schiaccia. All’infortunato sono rese immediatamente le estreme onoranze conformemente al suo grado.

Il collega Garrone intervista in blocco Toeplitz, Plugge e De Lac (la triade che inventò il cinematografo) e manda al formidabile trust Rizzoli un articolo in cui tutto dice meno quello che gli hanno detto gl’intervistati.

Il banditore del Comune di Venezia annunzia l’arrivo delle più splendenti stelle dell’olimpo cinematografico internazionale. L’impressione tra i bagnanti è enorme. Il Comm. Paradisi rettifica, e spiega che si tratta di una lieve esagerazione: sono arrivati Isa Pola, Leda Gloria, Alessandro Blasetti, Sandra Ravel, Alfredo Moretti, Raffaele Viviani, sotto la guida del Duca Caracciolo, incaricato della vigilanza sul buon costume.

Si danno alla latitanza Amerigo Aboaf ed Emilio Battelli in seguito al successo del Dottor Jekyll e di Proibito.

L’allievo-operatore, Venezia settembre 1932

Come vedete di Mario Camerini, Lya Franca e Vittorio De Sica nessuna traccia. Secondo il programma ufficiale del festival, la sera del 10 agosto era prevista la proiezione del “short Cines Assisi – Disegno animato artistico”. Il nome del regista non compare da nessuna parte, ma noi sappiamo che Assisi non è altro che il documentario sulla patria di San Francesco diretto da Alessandro Blasetti, aiuto regista Giacinto Solito “montato e girato in dieci giorni” del mese di maggio 1932…

Mostra di Venezia
Mostra di Venezia anno primo?

Secondo la rivista Cine Radio ed il Catalogo di Cinemeccanica 1920-1970, la fotografia sopra corrisponde alla Prima Mostra d’Arte Cinematografica a Venezia. E voi cosa pensate?

(segue)

1. Dal catalogo Venezia 1932 – Il cinema diventa arte (Biennale di Venezia 1992)

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