Ieri, oggi… e domani?

canzone napoletana
Da sinistra a destra: il maestro Simonte, Battistini, E. A. Mario, il maestro Bossi, Elvira Donarumma, Eduardo Di Capua

Correva l’anno… 1909.

Ogni anno, a Milano, nel mese di luglio, un uomo curvo sotto il peso di una doppia porzione di panama, mezza porzione di sigaro ed esagerate porzioni di medaglie al valore musicale , galoppa mollemente sul Corso Vittorio Emanuele, entra nel Corso Venezia ed all’altezza della prima casa a destra, segnata col numero 4, si ferma. Poi, infila la casa stessa ed all’uscio dove è scritto: « Società degli Autori —Avanti! » , egli, che è un autore e che è andato sempre avanti, entra senz’altro.

Sbarazzatosi, non senza sussiego, del panama e del mezzo sigaro, l’uomo scuote al vento del ventilatore la sua chioma d’ala corvina, pratica agli occhi una certa aria di sentimentalità e, dopo aver modulato in falsetto un « Permesso? », si presenta ad un signore in maniche di camicia, biondo e baffuto, seduto ad una maestosa scrivania, che legge il « Corriere della Sera ».

L’uomo che è entrato, fa:

— Io sono il maestro Falvo, l’autore di « Uocchie c’arraggiunate », « Cammarella »…

E l’altro, che è Marco Praga, autore della « Crisi » delle « Vergini » e di altre cosette, fa:

— Ah!

E fra i due colleghi, dopo un vivace scambio di cortesie , s’intavola subito una movimentata discussione sulla decadenza del teatro francese, sul ritorno della Ciotti al teatro di varietà, sul patto d’alleanza fra autori e capocomici, su Re Riccardi, su Riccardi il fotografo, su De Flers e Caillavet, su i Mecherini-Firenze, e via via, finché il maestro Falvo che è uomo pratico, esclama:

E chist’anno camme simmo jute?

— Come?

— Quest’anno come siamo andati?

— Dove?

— Con le mie cosette?

— Ah!

Praga, che è un uomo distratto, poggia il dito sul campanello allo squillo del quale un terzo uomo compare, severo nella sua umiltà di impiegato.

— Pigli un momento il fascicolo del Maestro….

Ed il terzo uomo si allontana, dignitosamente, per ritornare immediatamente col fascicolo.

— La statistica è eccellente, per lei, maestro, dice Praga. Come vede è il primo classificato come produzione…

— Come?

— No! Dicevo: « Bravo » a me stesso, sapete, per una certa soddisfazione…

— Certo, certo…

— E speriamo sempre così … a dispetto di quanti me vonno male, egregio amico. Adesso a Napoli non per offendervi se ponno ‘i a cucca tutte quante.

. . . Quest’ anno « tengo » le solite sei « cusarelle » con le quali ogni anno mi presento al giudizio del pubblico italiano : « Oi core, core, core », una poesia, sulla quale ho intessuto una musica che deve smuovere le pietre della via… « Quanno cantava Ammore! » di Ernesto Murolo, che è uno « zuccaro » piena di mare, di tenerezza, di malinconie … Ci ho « Serenata Spagnuola » di E. A. Mario; che, modestamente, addà attaccà per forza; ci ho la « Tarantella disperata » di Rocco Galdieri, che fa ridere quanto non vi dico e « che ci ho aggiustata » una musichetta che sentirete; ci ho « ‘A canzona d’  ‘e cane » di Mattiello, l’Ugo Oietti della letteratura napoletana e ci ho la solita Marcia di Cassese che ne ho fatte una cosa fina assai…

— E mi dica un pò, maestro, in quanto tempo compone le sue canzoni?

— Vedete: tutto l’anno io scrivo: a misura che i poeti mi passano i loro versi. Fra essi Murolo e Galdieri che ci tengono a fare delle cose per bene, sono quelli che più tardi si decidono, ma in ogni modo la metrica me la danno in tempo che io posso « sfizziarmi »…

— E si « sfizzeia », Maestro?

— È naturale, perché, modestamente, anche io ci tengo a fare delle cose belle, spontanee; ricche di motivi, di spunti deliziosi, di ritornelli facili…

E la discussione portata su di un terreno che a Falvo conviene, continua brillantemente, sulla canzone napoletana, di cui Rodolfo Falvo è oggi il compositore più aristocratico.

La conversazione con Praga è finita.

Falvo, stretta la mano all’amico, si dirige artisticamente verso la porta d’uscita e poi per le scale e sotto il Corso Venezia, se ne va mollemente. Giunto alla Posta, manda una cartolina illustrata ad Argeri (Guido Argeri, direttore della rivista Eldorado), rappresentante Giuseppe Verdi che chiede l’elemosina!

L. Ramo (Eldorado, agosto 1909)

La biografia di Rodolfo Falvo, detto Mascagnino 1873-1937 in questa pagina.

Oggi. A proposito della fotografia sopra, Eduardo Di Capua, autore di « ‘O sole mio » ricevette dall’editore qualche decina di lire e dalla Società degli Autori…. ma leggete questo articolo del Corriere della Sera: Il grande affare di «’ O sole mio», di Enzo d’Errico.

Advertisements

3 pensieri riguardo “Ieri, oggi… e domani?”

    1. Grazie, sempre gentile e generosa. Ho scelto un testo “critico” ma “garbato” per ricordare che i problemi con la Società degli Autori (la moderna SIAE) non sono nuovi… non c’è niente di nuovo, purtroppo.

I commenti sono chiusi.