Goethe regista teatrale


La lettera d’insegnamento di Goethe.

Un lato spesso discusso della vita di Goethe e della storia del teatro in generale è l’attività del grande scrittore tedesco come metteur en scène. La maggioranza dei biografi concordano nell’affermare che egli considerò sempre il suo posto al teatro come un funzione di Corte. Modo di vedere che probabilmente si spiega col fatto che eseguiva molto seriamente le sue funzioni di direttore, esercitava energicamente la sua autorità e esigeva dai suoi comici una assoluta disciplina. Non per questo l’errore è meno grave, perchè una concezione del genere di quella dell’amministratore del teatro di Weimar è la concezione tipica di un artista anzi che d’un funzionario.

La meticolosa severità dimostrata da Goethe nella sua qualità di amministratore ha la sua spiegazione nell’epoca. In un tempo in cui per mantenere la disciplina tra gli attori bisognava ricorrere a punizioni vere e proprie, come l’arresto, non sarebbe stato agevole seguire un programma puramente idealista. Alcuni documenti sulla vita teatrale di Weimar illustrano  ottimamente lo spirito che vi regnava. Goethe, ad esempio, ordina che sia condotto in questura l’attore della propria compagnia sorpreso a battere la propria moglie. Il contratto concernente una coppia di attori stipulava che, nel caso la direzione apprendesse che detta coppia viveva in disaccordo e che questo disaccordo ostacolasse il lavoro, avrebbe avuto il diritto di separare gli sposi, di fissar loro dei domicili diversi e, in via generale, di proibir loro di incontrarsi fuori dal teatro.

Le dichiarazioni dell’autore di Faust  ci mostrano pure il pubblico dell’epoca sotto una luce assai curiosa: «In teatro tutti debbono togliersi il cappello, scriveva Franz Kirms, in segno di rispetto verso il luogo in cui si trovano». Un giorno si lamenta perchè gli studenti avevano agitato i cappelli e battuto i piedi, cose intollerabili; un’altra volta si sono spogliati gridando, brandendo bottiglie di birra e cantando ritornelli studenteschi. Goethe si alzò allora dal palco dove si trovava gridando: «Non dimentichiamo il luogo in cui siamo. Silenzio, vi prego!».

Questo stato di cose spiega perchè Goethe non poteva pensare a realizzare ideali artistici. Sarebbe certamente esagerato dire che fosse stato felice di dover dirigere un teatro. Se credeva alla missione educatrice della scena, sapeva pure che in teatro quel che conta è il gusto del pubblico.

Goethe metteur en scène proclama in primo luogo la necessità di un insieme armonioso e non l’ostentazione di tale o talaltra produzione individuale: tutto l’opposto, dunque, di quel che più tardi doveva caratterizzare la scuola declamatoria di Weimar, la cui scena doveva diventare l’arena di colossi à voix o à taille. Wilhelm Meister costituisce la più violenta delle proteste contro le tendenze individualiste degli attori. Goethe, per primo, paragonò il metteur en scène al maestro d’orchestra incaricato di vigilare alla precisione e alla disciplina degli esecutori.

Egli pure, prima di tutti, riconobbe i rapporti tra la musica e la dizione. Combatteva per una declamazione ritmica e voleva guarire l’attore della ritmofobia. A quell’epoca la più grande ambizione del commediante era di spezzar la forma poetica per ricondurla alla prosa.

Goethe fissò ugualmente dei rapporti tra le scene e le arti: era attentissimo ai gesti degli attori e alle loro pose sul palcoscenico. Considerava, infatti, l’arte teatrale come un’arte plastica. Non tollerava agonie troppo lunghe o troppo particolareggiate secondo la maniera naturalista; sulla scena bisognava morire simbolicamente. Rappresentava le folle con poche persone.

Il dogmatismo del tempo spiega le sue rigorose indicazioni sulle regole concernenti il gioco degli attori:

L’attore rappresentante il personaggio più onorevole deve sempre trovarsi a destra. (…) Per simulare la meditazione è indispensabile che, il corpo rivolto al pubblico, l’attore nella posizione del quarto passo di danza, chini un po’ di fianco la testa e lasci cadere le braccia.

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2 pensieri riguardo “Goethe regista teatrale”

  1. Interessante questo “racconto” su Goethe, che ci ricorda quanto sia importante in teatro, mantenere la tradizione; mi riferisco alla postura ed alle azioni degli attori in scena come spiegato bene nel tuo post. Quando assisto ad uno spettacolo teatrale, parte del fascino che subisco deriva proprio da questi aspetti. Grazie!

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