Persiane chiuse, Luigi Comencini 1951

Giulietta Masina, Eleonora Rossi, ancora non Drago, ottobre 1950
Giulietta Masina, Eleonora Rossi, ancora non Drago, ottobre 1950

Storia di un film, e di un piccolo mistero.

La lavorazione: Persiane chiuse è la storia di una ragazza, Sandra, che insieme al fidanzato, Roberto, va alla scoperta del miserevole ambiente della prostituzione clandestina, alla ricerca della sorella Lucia. Lucia, sfruttata da un uomo senza scrupoli e implicata in un delitto, viene poi salvata in extremis, dopo avventurose e drammatiche vicende da Sandra, la quale si adopera perchè la sorella venga riaccolta nella casa paterna, ove potrà ricostruirsi una vita. Inizio delle riprese il 6 settembre, sarà terminato entro il mese di dicembre. Tutte le riprese, sia interne che esterne hanno avuto luogo a Torino, negli stabilimenti FERT.
(Cinematografia Ita, novembre 1950)

La recensione: Persiane chiuse, come è noto, avrebbe dovuto rappresentare la prima fatica registica di Gianni Puccini, un cineasta che aveva collaborato, in qualità di sceneggiatore e di aiuto-regista, ad alcuni notevoli film italiani degli ultimi anni di guerra e del dopoguerra, e che proveniva dalla scuola di Cinema vecchia serie. Lo stesso Puccini collaborò alla sceneggiatura di questo Persiani chiuse dopo averne scritto il soggetto. Alcuni giorni dopo l’inizio della lavorazione del film, Puccini rinunciò, per vari motivi, all’impresa, e il produttore Luigi Rovere diede l’incarico di portare a termine le riprese, appena cominciate, al regista Luigi Comencini. Questi aveva realizzato un certo numero di interessanti documentari, poi era passato alla regia di film a soggetto, dirigendo un non spregevole Proibito rubare e il banale L’imperatore di Capri, con Totò interprete. Indubbiamente, il trovarsi di fronte a una sceneggiatura e ad un soggetto già ultimati da altri, e concepiti entro i limiti di diverse posizioni culturali e di una diversa sensibilità, non deve aver giovato al Comencini regista, né deve avergli permesso di esporre il proprio modo di vedere con piena libertà d’ispirazione e di espressione. A ciò si aggiunga – onde giustificare in arte la posizione di svantaggio da cui muove il film fin dalle sue premesse – la scabrosa e delicata configurazione dell’argomento trattato, e la conseguente vulnerabilità agli interventi della censura, che più di una volta costrinsero autore e produttore a modificare sostanzialmente, a opera ormai avviata, la struttura della narrazione e l’impostazione tematica del soggetto.
Vice (Cinema Nuova Serie, fasc. 61, 1 maggio 1951)

In questo stesso numero della rivista Cinema, la scheda del film attribuisce il soggetto a Massimo Mida, Gianni Puccini, Sergio Sollima, mentre lungo tutta la lavorazione del film, il soggetto e la sceneggiatura vengono attribuiti a Federico Fellini, Tullio Pinelli, Gianni Puccini. Il mistero s’infittisce se controlliamo la scheda di esportazione del film, dove il soggetto è attribuito a Massimo Mida, Gianni Puccini, Franco Solinas, Sergio Sollima; sceneggiatura di Federico Fellini, Tullio Pinelli, Gianni Puccini. Esterni: Torino, Genova.

la scheda del film in corso di lavorazione
la scheda del film in corso di lavorazione

 

Trenta anni dopo, la vicenda venne ricordata così:

Quando io ero allievo del Centro Sperimentale Puccini era uno dei miei insegnanti di regia. Era un uomo straordinario, affascinante, il contrario del cineasta così come si immaginava che il cineasta dovesse essere a quel tempo: non brutale, non violento, non rozzo, non lottatore, ma invece un mite, dolce, intelligentissimo, spiritosissimo. Inoltre sotto a queste qualità c’era anche un grande nervo politico perché difatti, era stato uno dei pochi comunisti che per essere tali era finito in galera sotto il fascismo. Ci ritroviamo per caso dopo che lui aveva avuto una infelice esperienza di regia per via della sua fragilità nervosa che, fra l’altro, nei momenti di tensione, gli faceva esplodere dei tremendi attacchi di trigemino che lo costringevano a letto per giorni e giorni. Uno di questi attacchi lo aveva colto puntualmente in Persiane chiuse, il soggetto da lui scritto e che avrebbe dovuto segnare il suo debutto nella regia, e così era stato sostituito da Comencini.
Nanni Loy (L’avventurosa storia del cinema italiano, a cura di Franca Faldini e Goffredo Fofi, Feltrinelli 1981)

Fu Fellini a propormi di dirigere Persiani chiuse, che Gianni Puccini aveva cominciato due giorni prima. Chiesi che questa sostituzione fosse espressamente approvata da Puccini, e così avvenne. C’era stato un contrasto col suo produttore e i suoi collaboratori. Ho rifatto tutto dall’inizio; di Puccini non è rimasto nulla.
Luigi Comencini (L’avventurosa storia del cinema italiano, a cura di Franca Faldini e Goffredo Fofi, Feltrinelli 1981)

Il mestiere dello sceneggiatore appassiona a Fellini sempre meno, tanto che non firma la sua collaborazione a Persiane chiuse (1951), un altro film prodotto da Rovere e girato a Torino. Sempre convinto della necessità di inventare nomi nuovi il produttore ha offerto l’occasione di debuttare nella regia a Gianni Puccini, uno dei critici più preparati fin dai tempi della rivista Cinema (vecchia serie). Ma dopo i primi tre o quattro giorni di lavorazione alla Fert, scoppia la crisi: Rovere giudica i giornalieri non montabili, Puccini va in crisi e il film rimane senza regista. Federico è già a Torino per accompagnare Giulietta, impegnata come attrice nella consueta parte della prostituta buffa e patetica (stavolta si chiama Pippo e muore all’ospedale). Preoccupatissimo, Rovere prende in disparte l’amico sceneggiatore e lo invita ad assumere la regia. Federico contropropone il nome di Luigi Comencini, che viene subito scritturato, e intanto per non fermare il film accetta di girare personalmente la scena in cui la polizia ritrova un cadavere nel Po. Si trova così a lavorare con Arturo Gallea (classe 1897), uno dei pionieri del cinema italiano, un espertissimo operatore di trincea rotto a tutte le astuzie, che riconfermerà con piacere come collaboratore al momento di Lo sceicco bianco. Il breve compito di girare la scena di Persiane chiuse viene portato a termine da Fellini con una professionalità che a Rovere fa un’eccellente impressione. Appena vede in proiezione il materiale di Fellini, il produttore decide di affidargli al più presto la regia di un film.
Tullio Kezich (Fellini, Camunia 1987)

Persiane chiuse, scena sul Po, diretta da Federico Fellini
Persiane chiuse, scena sul Po, diretta da Federico Fellini

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