Dove sono i materiali del Museo Internazionale del Cinema e dello Spettacolo di Roma?

José Pantieri, mostra all'Istituto Italo-Americano di Roma 1994
José Pantieri, macchine da presa e manifesti della collezione del M.I.C.S., mostra all’Istituto Italo-Americano di Roma 1994

«Come accade per tanti preziosi reperti antichi, anche una incredibile quantità di materiale cinematografico vive nell’ombra rischiando continuamente di andare perduta.

E’ perciò tanto più meritevole l’impegno generoso di associazioni culturali o anche di semplici ricercatori per salvare, conservare e consentire la fruizione di un grande patrimonio, spesso di altissimo valore.

Al di là del lavoro di importanti istituzioni nazionali del gruppo cinematografico pubblico, vanno quindi incoraggiate, in particolare dagli Enti Locali, tutte quelle iniziative che possono contribuire alla raccolta e alla valorizzazione di quanto, altrimenti, potrebbe restare nascosto. Fra queste, il Museo Internazionale del Cinema e dello Spettacolo – M.I.C.S., creato da José Pantieri, costituisce ormai da tempo un punto di riferimento stabile, con la sua attività di ricerca, documentazione e promozione.

Una struttura verso la quale il Comune di Roma ha manifestato la massima attenzione, anche nella prospettiva della creazione di un grande polo cittadino della cultura cinematografica ed audiovisiva.»

Lettera di Gianni Borgna – Assessore alle politiche Culturali del Comune di Roma, Roma, 6.7.1995 (dal volume Arti Grafiche nel Cinema Muto Europeo, a cura di Riccardo Palmieri, Edizioni M.I.C.S. 1995)

Roma, 6 maggio 2011:  «in quest’Italia sventurata e alla deriva (e no, il riferimento non è alla situazione politica contingente, ma a uno sfascio molto più profondo e apparentemente irreversibile dell’intero costume sociale) non solo la cultura di nicchia non paga, ma viene addirittura sabotata e cancellata dall’indifferenza e dal disinteresse che caratterizzano le istituzioni e l’intera collettività. La sorte è stata molto cattiva con José Pantieri: malato, dimenticato, in gravissime condizioni d’indigenza, è finito in una casa di cura, paralizzato su una sedia a rotelle, senza che nessuno (tranne qualche singolo meritevole) muovesse un dito per aiutarlo, mentre il Museo che aveva fondato è stato chiuso definitivamente (subito rimpiazzato da un centro commerciale) e i cimeli che aveva raccolto sono stati in parte dispersi e in parte accatastati in polverosi magazzini, a rischio concreto di deterioramento.»

«Il materiale di Josè Pantieri fu trasferito non si sa dove, alcuni dicono che lo stesso costruttore le avesse prese in deposito, altri dicono che sono custoditi ai beni culturali, ma nessuno lo ha mai visto con i suoi occhi. Anni e anni di lavoro e di ricerca volatilizzati cosi!»
(dai post di A.N. e alexcereda sul forum di Nocturno )

Roma, 14 maggio 2012. Dove sono i materiali del Museo Internazionale del Cinema e dello Spettacolo di Roma? Nuovo capitolo dei Misteri d’Italia?

Secondo il mio compagno, che conosceva bene José Pantieri ed è uno dei maggiori esperti italiani in materiali cinematografici, il valore “economico” sarebbe intorno ai 2/3  milioni  di euro, parliamo di quello che lui è riuscito a vedere. Dal punto di vista storico il valore di questo patrimonio è incalcolabile.

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8 pensieri riguardo “Dove sono i materiali del Museo Internazionale del Cinema e dello Spettacolo di Roma?”

  1. volevo mandarti un messaggio diretto su twitter ma non riesco non so se per incapacità mia o per problemi di twitter ti scrivo qui poi al limite cancelli il commento.
    Non sapevo nulla di questa vicenda vergognosa ma il nome di Josè Pantieri non mi era nuovo e infatti un mio post sulla legge Bacchelli è diventato “a mia insaputa” come va tanto di moda, una raccolta di commenti in favore di questo Maestro del cinema, magari ti può interessare
    http://www.desordre.biz/2003/10/ma_la_legge_bac.html

    1. Lo pubblico molto volentieri. Bisogna fare qualcosa, le persone hanno la memoria “corta”, questa storia non può cadere nel dimenticatoio. Invito tutti i blogger a pubblicare un post. I materiali del M.I.C.S. non possono scomparire.

    1. Ho avuto l’onore (compresa anche qualche arrabbiatura) di conoscere e seguire amministrativamente Josè e le sue Associazioni, ho frequentato la sua casa in Prati, che più che un’abitazione era un magazzino pieno di reperti cinematografici. Pagava il mio lavoro con qualche libro scritto da lui (che ancora conservo), con qualche litografia del fratello pittore, insomma con quello che aveva in casa, a mo’ di baratto …. perché lui è così, semplice e dedito a quel figlio lontano e al “suo” cinema. Non ha mai voluto ascoltare i miei consigli “son romagnolo” diceva “e testa dura”.
      Conosco l’entità dei materiali che erano in via Portuense, mentro non ho mai visto la sua raccolta di pellicole, conservate in un casolare nei pressi di Nepi, mi sembra. Al di là di tutto quello che dicono oggi le istituzioni tutte, ciò che ha fatto Josè l’ha fatto con l’aiuto di se stesso e di qualche volontario/a.
      Ora sarebbe molto interessante sapere che fine abbia fatto la vita di un uomo, perché il M.I.C.S., quel museo così “diverso” che nessuno ha mai voluto aiutare a mantenersi “in forma”, era la vita di José.

      1. Grazie per il commento, trovo che ha perfettamente ragione. José Pantieri sarà un personaggio difficile ma questo non giustifica il contegno di certe persone, e istituzioni nei confronti di un patrimonio…. inestimabile.

  2. ho lavorato fin da giovanissima con il mitico Jose’ Pantieri,ero una delle poche persone che riuscivano a dialogare e a collaborare serenamente con lui,per me e non solo era un “genio”,amava il cinema ed aveva trasmesso a noi che dovevamo “aiutarlo” nel suo difficile compito lo stesso amore per il cinema,per lui nulla era abbastanza importante della sua missione ,l’ho sempre compreso e seguito anche da lontano,ho condiviso con lui tutte le problematiche legate al suo M:I:C:S: fino alla fine ……… omaggio ad un grande storico del cinema ……… giornalista NADIA GIOVAGNOLI DIRETTRICE PRESIDENTE FONDATRICE DEL CENTRO CULTURALE SOCIALE RICREATIVO DI ROMAGNA

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