La storia universale narrata ai posteri

Parte I. La storia Sacra

Capitolo I. La verità sulla creazione del mondo

“Se Adamo non gradiva
Chi sa cosa seguiva!”
Ugo Foscolo (Opere inedite)

1. Il primo giorno Dio creò il cielo e la terra, la luce e il buio. E Dio vide che ciò era buono.

2. E così fu sera e poi fu mattina, e così fu mezzogiorno e poi le 4 1/2.

3. Il secondo giorno Dio fece molte acque che furono il mare, e poi fece un po’ d’acqua che furono i fiumi.

4. Il terzo giorno, che sarebbe stato mercoledì, Dio creò gli alberi coi frutti;

5. Il pero con le pere, il melo con le mele, il susino con le pesche, il fico col salame e il Brasile con le noccioline. E Dio sentì che erano buone.

6. E così fu mercoledì sera, e poi mercoledì mattina.

7. Il giovedì creò due stagioni intere, che furono l’estate e l’inverno e poi due mezze stagioni che furono la primavera e l’autunno.

8. Il venerdì, che era giorno di magro, Dio creò i pesci. E così furono fritti, e così furono lessi e così furono alla livornese.

9. Il sabato creò l’uomo, E l’uomo era maschio.

10. Dopo di che Dio disse: Domani essendo domenica mi riposerò.

Appena Adamo si fu riavuto dal primo sbalordimento, si alzò in piedi, si stropicciò gli occhi, si guardò intorno e disse: Protesto!

Nel medesimo istante fu colpito da uno schiaffo. Una gota gli gonfiò, cadde in terra e ci rimase tre giorni.

Quando si rialzò disse: E’ stato il dito di Dio!

E difatti era vero.

Allora avvenne che Dio parlò all’uomo e l’uomo a Dio. Ed essi parlavano in francese. E Dio disse ad Adamo: Perchè protestavi?

E Adamo rispose: La prego, Creatore, non insista; mi è rimasto ancora il segno.

E il buon Dio disse: Il segno scompaia!

Subito una gota gli sgonfiò, e quell’altra non gli sgonfiò perchè non era gonfia.

Allora Adamo, preso coraggio, disse: Signor Creatore, tutto va bene ma io qui solo mi ci annoio.

Al che Dio rispose: Lasciati servire.

E in men che non si dice lo ebbe addormentato, e mentre dormiva gli levò uno stinco; e mentre tutti credevano che ne volesse fare un osso buco, egli ne fece una donna.

E la donna così come Dio l’aveva fatta era un piacere vederla.

Ora Dio piantò un giardino in Eden, che fu una meraviglia, e vi nasceva ogni frutta senza nocciolo, e i fichi secchi, bell’ e secchi.

E nel mezzo del giardino c’era un così bell’albero, che chi non l’ha visto non se lo può immaginare. E Adamo andò subito nel mezzo.

Ma Dio disse: Un momento! Venite ad audiendum verbum.

E siccome nessuno dei due capiva il latino, Dio glielo ripetè in francese: Écoutez-moi donc. Qui nel giardino voi potete fare ogni vostro piacimento, ma non potete toccare quest’albero che è nel mezzo, perchè farete peccato.

E se ne andò.

Adamo ed Eva non dissero nè ai nè bai. Il Creatore non aveva voltata la prima cantonata che essi saltarono sull’albero del peccato e cominciarono a mangiare i frutti.

Ne mangiarono uno, due, tre, cinque, dieci. Adamo smise per il primo, e rivoltosi alla compagna esclamò: Eva, Eva che cosa abbiamo fatto! Ed Eva languidamente rispose: E’ stato il dito di Dio!

Eh no! disse Adamo.

Di fatti si udì una voce imperiosa: ed era la voce del dito di Dio che diceva in francese: Voi pagherete il fio della vostra disobbedienza. Tu uomo ti guadagnerai il pano col sudore della tua fronte, o lavorando la terra, o facendo un altro  mestiere come, per esempio, il postino. Tu donna farai dei figli, e durante il parto avrai dei dolori, che si chiameranno i dolori del parto. E non ho altro da dire. Allez-vous-en!

Adamo ed Eva mogi mogi s’incamminavano verso l’uscita del giardino, in silenzio. Ma quando ebbero passato il cancello, Eva mostrò due pomi che aveva tolti dall’albero e disse al marito: mangiamo anche questi.

Adamo rispose: Non ho più fame!

Poco distante si trovava un pesce il quale si mise a ridere.