Ricetta di vita sul fiume azzurro

Dusk on Chang Jiang (Yangtze), photo Andrew Hitchcock (source Flickr)
Dusk on Chang Jiang (Yangtze), photo Andrew Hitchcock (source Flickr)

Una leggenda cinese dell’epoca Chang racconta come la Tessitrice Celeste scesa in terra per interrogare i sogni degli uomini, incontrò in riva allo Yang-tsé-kiang un vecchio contadino steso all’ombra di un melo. La Tessitrice Celeste si fermò e domandò al vecchio se aveva desideri.

«Due soltanto – rispose il vecchio – ma credo proprio che nessuno riuscirebbe ad accontentarmi…».

La Tessitrice del Cielo si chinò sulla riva del fiume per ascoltare meglio.

«Ho vissuto trecentosessanta stagioni, le gambe non mi reggono più a girare il mondo, e vedere gli uomini. Tutto quello che mi resta sono i ricordi che mi brulicano in testa, come dentro ad una conchiglia. A volte, questi ricordi fanno male… Per questo, spesso, vorrei potermi coprire la testa con uno straccio nero, uno straccio capace di farmi riposare dai ricordi… Ma l’altro desiderio è ancora più difficile, perché non si accontenterebbe dello straccio nero. Così, tra le mani, io vorrei avere un’altra conchiglia, che, invece della gente e degli anni di ieri, brulicasse della gente e degli anni di oggi, di tutto ciò che io non posso più vedere…».

La Tessitrice del Cielo sorrise: «Io ti darò – gli rispose – il cencio nero per coprire il passato che duole e la conchiglia piena di oggi che aiuta a restare nel mondo. Se saprai usarli tutti e due con saggezza avrai trovato le due chiavi che fanno ringiovanire invecchiando».

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