Daliniana

Parigi, più o meno un mese fa, ma nel 1954 (secondo alcune fonti su internet era il 1955, ma si sbagliano, posso provarlo). Salvador Dali ha scritto un articolo raccontando che vuole fare un film surrealista “dove cinque cigni bianchi, rimpinzati di autentiche granate, esploderanno lentamente in una serie di immagini, sviluppate secondo la più rigorosa euritmia angelica”, e sei rinoceronti si slanceranno nella Fontana di Trevi a Roma precipitando dalle finestre delle case circostanti, mentre ad ogni tuffo un ombrello nero spunterà dalle acque; vi si vedranno inoltre duemila preti in bicicletta attraversare all’alba la Place de la Concorde a Parigi, recando cartelli col ritratto di Malenkov, e vari personaggi storici, come Marx, Nietzsche, Freud, e Luigi II di Baviera, cantare le rispettive  dottrine su ritmi di Bizet, presso le rive di un lago, al centro del quale una decrepita dama in costume da torero terrà sul capo rasato una “omelette aux fines herbes”. Secondo Dali, questo sarà il film più geniale e il più commerciale del mondo. Il film avrà per titolo: La brouette de chair.

Molti anni dopo, nel 1991, il regista Otto Kelmer gira La collection secrète de Salvador Dali, dove si parla di un vero/falso Brouette de la chair, girato da Luis Buñuel, e nascosto nel castello di Pubol (Figueres). Guardate il video sopra…

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