Quando la Fiat mise il veto alla televisione a colori

Storie da ricordare. Italia 1968:

«Noi da tempo abbiamo una T.V. a colori che abbiamo visto due anni fa in Via Asiago che trasmise in modo stupendo. Fummo ospiti in Via Asiago per vedere un film e fummo sorpresi nel vedere quale perfezione di immagini e gamma di colori erano riusciti a poter effettuare. La visione sul piccolo schermo era di gran lunga migliore alla stessa trasmissione sullo schermo grande dell’opera cinematografica. Praticamente se la Rai volesse potrebbe iniziare domani stesso le trasmissioni colorate. Ma cosa avviene nella nostra società televisiva? Sempre forti  che la costituzione vieta i monopoli, il monopolio della Rai se ne strafrega e poichè con gli ingenti numeri di miliardi che sottrae ai cittadini italiani può corrompere ministri, sottosegretari e parassiti dell’Italia repubblicana chiamati onorevoli e senatori, molla le varie bustarelle con un ufficio apposito che esiste per riempirle e farli stare zitti. Dove è quel ribasso del canone che doveva verificarsi allorchè alla TV avrebbero aumentato la quota pubblicitaria? Non basta l’aumento di Tic-Tac, di Arcobaleno e Carosello, c’è una nuova trasmissione televisiva per la pubblicità, ed ecco quel brutto e mal fatto inserto pubblicitario che si chiama Doremi con quella fastidiosissima musica e quegli ignobili disegni da mal di testa.

La televisione a colori in Italia non c’è perchè il costo nel campo degli apparecchi è enorme e verrebbe ad incidere sulle quote mensili dell’automobile. La Fiat avrebbe fatto dei veri e propri altolà al Governo italiano minacciando persino licenziamenti in massa. »(Intermezzo, febbraio 1969)

E, puntualmente, l’intervento “ufficiale” della politica arrestò tutto:  «Purtroppo, un’interrogazione sollevata dall’onorevole repubblicano Ugo La Malfa destò il fondato timore che gli italiani si sarebbero indebitati fino all’osso per acquistare gli allora costosissimi televisori a colori.»(da un articolo pubblicato nel sito P70 News – Linea Diretta con gli anni settanta, dove si racconta la faticosa storia della televisione a colori in Italia)

Risultato, le trasmissioni a colori in Italia arriveranno soltanto nel 1977, quasi dieci anni di ritardo rispetto ad altri paesi europei.

Annunci

3 pensieri su “Quando la Fiat mise il veto alla televisione a colori”

  1. Semplicemente vergognosa questa cosa, me l’aveva accennata mia madre! L’economia regge tutto, si sa, in particolare l’industria sidurergica e metalmeccanica la comandano nel nostro paese. E tutti giù a inchinarsi perché sennò facciamo una brutta fine tutti. Che amarezza!

I commenti sono chiusi.